La Storia
Un viaggio attraverso quindici secoli di storia, dalle origini del VI secolo fino ai restauri del XX secolo. Ogni documento, ogni restauro testimonia l'evoluzione e la valorizzazione di questo patrimonio storico.
Un monumento salentino
In Puglia, in particolare in Salento, il patrimonio storico-artistico è assai diffuso e capillare: chiese, cappelle rurali, ambienti ipogei e complessi conventuali costituiscono una rete culturale consolidata ma al contempo fragile perché necessita sempre di una particolare attenzione basata non solo sullo studio ma anche su cure specifiche e costanti.
Di questo ampio contesto ne è testimone silenziosa tra gli ulivi, dove sorge perfettamente inserita, la chiesa di Santa Maria dell'Alto a Campi. Un edificio che ha attraversato i secoli e che ha ancora molto da raccontare, spesso mortificato dall'incuria e dallo spoglio ma che contribuisce tutt'oggi a foggiare la storia non solo artistica ma anche identitaria del territorio.
Questo suo nuovo ruolo emblematico di tutela e conoscenza si snoda attraverso un dinamico percorso di valorizzazione che consentirà la restituzione del bene alla comunità nella sua piena leggibilità storica e artistica. Restituzione che mira allo stimolo di un maggiore senso di appartenenza e che chiude il cerchio intorno ad una nuova consapevolezza collettiva: il valore del patrimonio stesso e la sua conservazione.
Questo volume è nato con l'intento di accompagnare il lettore in un percorso di conoscenza della chiesa di Santa Maria dell'Alto, della percezione del suo valore artistico, del suo contesto territoriale e delle strategie di conservazione e valorizzazione adottate.

Apulia et Calabria
Forse per la gradevolezza del clima e la ricchezza del suolo, la Japigia, denominazione greca del termine latino Apulia, fin dall'antichità fu meta di etnie preelleniche provenienti dall'antica regione europea dei Balcani, l'Illiria, con probabili legami con Creta.
Questi popoli, mescolati ad abitanti locali, formarono i primi insediamenti preromani nella penisola salentina, resistendo anche alla colonizzazione greca: gli Japigi, divisi in Dauni e Peuceti, e i Messapi, che misero radici nella Puglia meridionale, l'attuale Salento.
La progressiva romanizzazione, a partire dal III secolo, segnò il declino di queste civiltà. I Romani le inglobarono attraverso una riforma dei centri messapici che ne trasformò l'amministrazione, la vita religiosa e politica. La lingua originaria fu assorbita dal latino e dal greco, mentre l'identità messapica venne progressivamente integrata in quella romana.
Dal IV secolo l'egemonia romana cominciò a perdere terreno fino al crollo dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476 d.C., evento che sancì il passaggio dall'antichità al Medioevo e aprì una lunga fase di instabilità politica, militare ed economica.

La dominazione longobarda e bizantina
L'età medievale non fu solo caratterizzata da lunghi periodi di scontri fra Goti, Bizantini, Longobardi e Normanni, ma anche da pestilenze e carestie che misero in ginocchio il florido Meridione tra la metà del VI e la metà del VII secolo.
Dopo quel secolo di sventure, la riconquista della Puglia da parte dell'esercito bizantino proseguì fino alla morte di Giustiniano. L'arrivo dei Longobardi nel Nord, nel centro Italia e nella Puglia settentrionale lasciò il tacco salentino interamente ai Bizantini.
In questo contesto nasce l'ipotesi del Limitone dei Greci, una linea fortificata datata tra il VII e il IX secolo, forse dotata di torrette di presidio e scale per la difesa contro Longobardi o Arabi. Alcuni studiosi hanno collegato a questo contesto la chiesa di Santa Maria dell'Alto a Campi, la chiesa di San Pietro di Crepacore e il Tempietto di San Miserino.
La cultura bizantina dominò a lungo la Terra d'Otranto, introducendo il rito e la cultura greco-orientale. L'architettura religiosa locale mantenne influssi tardoantichi e paleocristiani, generando edifici di grande valore lungo percorsi strategici del territorio.






Dalle origini alla chiesa che vediamo oggi
La Chiesa di Santa Maria dell'Alto, orientata lungo un asse est-ovest, sorge a oltre 50 metri sul livello del mare nella campagna fra Campi Salentina e Squinzano, nell'area geografica denominata Serra Sant'Elia e collegata all'antico casale di Bagnara, oggi scomparso.
La sua presenza discreta fra gli ulivi accompagna il ritmo calmo dell'estesa campagna che la circonda. La sua storia ha attraversato diverse epoche ed è segnata da profonde trasformazioni, ma è arrivata a noi in avanzato stato di degrado, con danni, saccheggi e atti vandalici come il recente furto delle colonnine in pietra del protiro.
Un importante intervento di restauro, realizzato nel 1972, restituì alla chiesa una copertura lignea e una nuova pavimentazione dopo un lungo periodo di abbandono. In precedenza il tetto era crollato, lasciando gli interni esposti alle intemperie e invasi dalla vegetazione.
Gli studi storici hanno rafforzato l'ipotesi di una datazione dell'impianto originario tra la fine del VI e l'inizio dell'VIII secolo, con un successivo ampliamento tra XIV e XV secolo, quando il casale era di pertinenza della sede vescovile di Ostuni.
L'edificio assunse così una pianta basilicale con una navata maggiore, due navatelle laterali e un'abside tardoantica rivolta a oriente. L'interno si presenta suddiviso in tre navate scandite da ampie arcate a sesto acuto che poggiano su pilastri ottagonali e conducono lo sguardo verso l'abside.




Oggi
Chiesa di Santa Maria dell'Alto
Il patrimonio storico e architettonico oggi

VI Secolo D.C.
VI Secolo D.C.
Origini del primitivo nucleo della costruzione

XI–XII Sec. D.C.
XI–XII Sec. D.C.
La chiesa dipendeva dalla vicina Abbazia di S. Maria di Cerrate

1543
Prima fonte documentaria
La chiesa di Santa Maria di Bagnara risulta ubicata vicino la massa dello Bello

1647
Restauro per interessamento di D.A.C. Domenico Preste
L'edificio è restaurato e consecrato con croci monogrammate

1938
Foto realizzata dalla Soprintendenza ai Monumenti
Documentazione fotografica storica

1970
Imposizione del vincolo di tutela
Tutela a tutte le disposizioni di tutela in applicazione della legge n. 1089 del 1939

1972
Lavori di restauro
Restauro finanziati dal Ministero della Pubblica Istruzione
Galleria Storica
Documenti, fotografie e testimonianze del passato








