Restauri e Valorizzazione
Scopri come i restauri hanno restituito vita e splendore a questo patrimonio, preservandone l'autenticità per le future generazioni attraverso tecniche innovative e un profondo rispetto per la storia.
Prima e dopo - Restauro 1972-2025
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Salvare la struttura: gli anni Settanta
L'intervento di restauro eseguito a cura della Soprintendenza di Lecce nel 1972, grazie a un finanziamento ministeriale, ha consentito di recuperare la struttura funzionale della chiesa tramite il consolidamento delle murature, il rifacimento totale della copertura lignea con sovrapposta soletta in cemento armato e manto di coppi in laterizio, la ricostruzione del rosone e il ripristino del battuto di cocciopesto della pavimentazione.
Il ciclo di pitture murali, o per meglio dire i cicli che ricoprivano quasi interamente le pareti interne, andarono perduti tranne pochi frammenti che ancora resistono. In quello stesso periodo, dinanzi a ciò che si era perso e a ciò che si rischiava ancora di perdere, nacque una nuova attenzione culturale che permise la realizzazione di un importante restauro concentrato soprattutto sul recupero della funzionalità dell'edificio.

Gli interventi 2025-2026
I restauri eseguiti tra il 2025 e il 2026, finanziati nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 1, Componente 3 "Turismo e Cultura", Misura 2, sono stati eseguiti per conto della Parrocchia Santa Maria delle Grazie a cura degli architetti Giorgio Rizzo e Giampiero Quarta, dall'impresa Buonfrate S.r.l.
Gli interventi hanno interessato principalmente gli ambienti interni della chiesa e la manutenzione delle coperture, sia interne sia esterne. Il restauro degli affreschi è stato curato per conto della Ditta Colaci Emilio S.r.l.s. da Elisabetta Palmiero, in possesso della qualifica di restauratore di beni culturali per i settori di competenza 2.
Ripristino e impermeabilizzazione
Gli interventi hanno previsto il ripristino e la sostituzione di parte del tavolato e di alcuni elementi strutturali lignei deteriorati a causa di infiltrazioni di umidità e acqua piovana.
È stata inoltre eseguita la completa revisione del manto di copertura mediante la posa in opera di nuovi coppi, previo ripristino della soletta cementizia e rifacimento completo dello strato di impermeabilizzazione superficiale con malta monocomponente fibrorinforzata a base di cementi modificati.
Successivamente l'intera struttura lignea è stata trattata con prodotti antiparassitari antitarlo. Particolare cura è stata posta nel recupero delle coperture dell'abside e del piccolo vano adiacente, integrate con cocciopesto a base di calce idraulica avente le stesse caratteristiche della pavimentazione esistente.




Rimozione degli scialbi
Una volta ripristinata e integrata la pavimentazione in cocciopesto sulle coperture dell'area specifica, il restauro pittorico dell'abside si è concentrato soprattutto sulla rimozione dei numerosi strati di scialbo e calcina sovrapposti nel corso dei secoli.
Queste operazioni hanno consentito di riportare alla luce alcuni dettagli di particolare interesse. La verifica della ricostruzione di tali dettagli e degli ulteriori eventuali rinvenimenti è rimandata a successivi studi e approfondimenti specifici.


Lacerti iconografici e presentazione estetica
Sono state delimitate due aree di interesse sulle pareti laterali della struttura, sulle quali sono state eseguite operazioni di rimozione di scialbi e calcina.
Il lavoro ha valorizzato la visibilità dei lacerti iconografici già noti e visibili, arricchendoli di alcuni dettagli decorativi. Gli elementi emersi sono stati poi sottoposti a interventi di consolidamento e di presentazione estetica, finalizzati a garantirne la conservazione e una corretta lettura da parte dei visitatori.


Consolidamento e nuovo portone
In facciata si è intervenuti con lavori di trattamento consolidante di supporti minerali porosi, nei punti dove era necessario ricostituire la coesione tra i componenti del manufatto.
È stato impiegato un prodotto consolidante a base di silicato d'etile in miscela solvente inerte, idoneo per supporti minerali porosi, per ristabilire le proprietà meccaniche del materiale originario senza modificarne la traspirabilità.
Si è proceduto anche al consolidamento superficiale di intonaci, previa spazzolatura, rimozione dei depositi superficiali e fissaggio delle parti pericolanti. Infine è stato realizzato un nuovo portone d'ingresso in legno, prodotto artigianalmente sulla base della documentazione fotografica dell'originario ormai andato distrutto.
Un patrimonio da custodire
Santa Maria dell'Alto si presenta oggi come un prezioso palinsesto di storia, nel quale ogni elemento architettonico, ogni traccia decorativa e ogni trasformazione raccontano una fase della lunga vicenda del monumento.
La lettura delle sue stratificazioni consente di ricostruire non solo l'evoluzione dell'edificio, ma anche quella della comunità che nel tempo lo ha abitato, frequentato e modificato.
Conservare e valorizzare questo luogo significa custodire una memoria collettiva che continua a dialogare con il presente e a trasmettere alle future generazioni il valore della propria storia.
Gli interventi di tutela, studio e valorizzazione intrapresi hanno permesso di riportare alla luce il significato storico, culturale e identitario del monumento, rafforzando la consapevolezza del suo valore all'interno della comunità e del territorio di riferimento.
La filosofia del restauro
Rispetto dell'autenticità
Ogni intervento preserva l'integrità storica e artistica dell'opera originale
Tecnologie innovative
Utilizzo di strumentazioni all'avanguardia per diagnosi e interventi mirati
Sostenibilità
Materiali compatibili e tecniche reversibili per la conservazione futura
Crediti del progetto
Un intervento di recupero reso possibile dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
Progetto finanziato a valere sul PNRR – M1C3 Turismo e Cultura – Misura 2 – Investimento 2.2: “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”.
Delibera di Giunta Regionale n. 475 del 07/04/2022
Recupero e riuso dell’area e degli insediamenti in località Madonna dell’Alto per la realizzazione di un parco rurale – Ambito “Madonna dell’Alto” – Intervento di recupero e riuso della Chiesa di “S. Maria dell’Alto”
CUP
B27B22000400004
ID Domanda
PNRR-M1C3-2.2-2022-000341
N. progressivo
341
Beneficiario
Parrocchia “Santa Maria delle Grazie”
Campi Salentina (LE)
Parroco pro tempore: Sac. Don Gianmarco Errico
Tecnici
Arch. Giorgio Rizzo
Arch. Giampiero Quarta
Impresa appaltatrice
Buonfrate S.r.l.
Via Trieste 150, Monteroni di Lecce (LE)
Partita IVA 04979690759
Restauro pittorico
Colaci Emilio Impianti e Restauri S.r.l.s.
Direttore Tecnico e Restauri: Elisabetta Palmiero
Via Taranto 17, Alessano (LE)
Partita IVA 04756690758
A cura di: Benito Taccardi e Luca Podo
